| Franco Angeli, Italian (1935-1988) Franco Angeli nasce a Roma nel 1935 da famiglia di umili origini e solida tradizione socialista e antifascista. Il nome di battesimo è Giuseppe, in arte Franco. Terzo di tre fratelli, non porta a termine gli studi elementari a causa della guerra. Nel 1941 causa la morte del padre, Angeli è costretto
a provvedere alla madre malata, inventando i lavori più disparati:
porta carretti al mercato, diviene ragazzo-spazzola presso
un barbiere, lavora in una lavanderia, infine in un' autotappezzeria.
Dì lì, secondo Gino De Dominicis, nasce l'uso
delle velatine. Le calze, presenti nei primi quadri, sono spesso
regalate da amiche. Ottimo tappezziere, generalmente prepara
da sé le tele dei quadri. Nel 1957 nascono i primi lavori: l'esigenza di dipingere esplode
come affermazione di libertà. Il bombardamento di San
Lorenzo, a cui assiste quale testimone lo turba profondamente,
improntando la futura pittura dove, con l’uso di materiali
come garze e cromatismi rosso cupo denunciano un forte debito
verso Burri. Nel 1961/62 partecipa con Lo Savio, Festa e Schifano alla
mostra Nuove prospettive della pittura italiana, a Palazzo
Re Enzo di Bologna. Nel 1963 alla Galleria J di Parigi, le sue opere sono di fianco a quelle di Bruce Conner, Michael Todd, Christo e Kudo: catalogo a cura di Pierre Restany. Alla Galleria La Tartaruga, in Piazza del Popolo, partecipa ad una storica collettiva: 13 pittori a Roma. L'opera di Angeli è glossata da un testo poetico di Nanni Balestrini. Nel 1964, alla Galleria L'Arco di Alibert, di Roma, presenta
Frammenti capitolini: si tratta di lupe, aquile, frammenti
di simbologia collettiva. Partecipa alla Biennale di Venezia,
presentato da Calvesi: è la storica Biennale della Pop
Art in Italia. L'artista presenta La lupa e Quarter Dollar Negli anni 1968/70 vi è un grande impegno politico e ideologico, che lo vedono impegnato sul tema della guerra del Vietnam. Conosce Marina Ripa Di Meana, in occasione del Festival di Spoleto. Con la donna intreccia una tumultuosa relazione poi sfociata in fedele amicizia. E' lei in più occasioni a rimarcare dell'artista il lato profondamente umano, la creatività svincolata da ogni logica di mercato, la vita bohemien costellata di debiti, il desiderio di morire giovane, non toccato dal cinismo che le delusioni e i disinganni inducono nel tempo. Nel 1972 Franco Angeli presenta alcuni interessanti lavori
alla Galleria Sirio per la rassegna Film. Comincia ad apparire
nella sua produzione il volto di Marina Ripa di Meana, in concomitanza
con i temi dell'aereo, degli obelischi, dei piccoli paesaggi.
Espone alla X Quadriennale di Roma. Nel 1986 partecipa alla XI Quadriennale romana. |
